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Allevamento Informazioni sullo selezione, informazioni su cuccioli e cucciolate.

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Old 02-04-2004, 11:12   #1
Bonfiglioli
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Ciao a tutti!
Anche se ho già le mie teorie a riguardo, vorrei cmq su queste avere delle conferme.
Rivolgo pertanto ai professionisti e agli "addetti ai lavori" di questa lista una, anzi due domande.
1° Per i cuccioli con carattere timoroso e diffidente, a chi si deve questa caratteristica?Al carattere di entrambi i genitori?Alla sola madre?Al solo padre?Da chi viene trasmessa?
2°O meglio, dal padre geneticamente cosa viene trasmesso come carattere al cucciolo?E la madre cosa trasmette?(Es. il padre solo aggressività e la madre solo diffidenza?)

Grazie a tutti quelli che mi sapranno rispondere.
Un saluto
Alessandra
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Old 02-04-2004, 12:36   #2
arnaldo_it
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ciao alessandra,
secondo gli studiosi il carattere dipende in minima parte dalla genetica e in massima parte dall'ambiente (pare 20% - 80%, ma in fondo qualche punto di percentuale non fa molta differenza)

La parte genetica ovviamente influisce sui valori medi di una razza. La cosiddetta MR, Memoria di Razza, fa sì che ci siano delle differenze tra un dobermann, un pastore tedesco, un irish wolfhound per esempio.

Le doti caratteriali che influenzano il comportamento, in primis il temperamento (velocità di reazione agli stimoli di qualsivoglia natura) dipendono anche da aspetti psicofisiologici e cioè dalla cosiddetta costellazione endocrina (insieme delle ghiandole a secrezione interna) che oltre a generare un tipo morfologico diverso, influenzano anche alcuni tratti del comportamento.

Posto dunque che ci si possa apsettare che un dobermann si comporti come tale e non come un labrador, e posto che una femmina non abbia comportamenti maschili (ma non sempre è vero ovviamente) almeno per quanto riguarda MR e genere, quando andiamo a ragionare di ambiente, in effetti ragioniamo di ... tutto.

Ambiente è la cuccia, l'aria, il pavimento, il giardino, l'expo canina, il padrone, l'alimentazione, la mamma, il papà, gli eventuali altri cani e chi più ne ha più ne metta.

E' facilmente riscontrabile, nelle campagne, che laddove ci sono padroni socievoli e accoglienti anche i cani sono allegri. Viceversa laddove esistono padroni schivi, scostanti, a volte poco amichevoli, anche i cani tendono all'aggressività.

E' bene per esempio, evitare l'accoppiamento tra un soggetto particolarmente timoroso ed uno con aggressività di un certo livello perchè c'è il rischio elevato che invece di una media (selezione per compensazione) si ottenga la miscela peggiore: cane pauroso e aggressivo. (sull'argomento esistono diversi articoli e pubblicazioni di Piero Alquati, giudice selezionatore del pastore tedesco)

Naturalmente all'interno di una cucciolata ci sono comportamenti diversi e questo ci conferma come la variabilità genetica non sia facilmente prevedibile. Cani socievoli e non, di bassa aggressività e non, possono comparire in un'unica cucciolata. Ovviamente anche in questo caso andrebbe valutato cosa c'è alle spalle, anche se andare lontano nella genealogia (5 generazione e oltre) non serve a molto in selezione (a parte alcuni difetti recessivi di cui si è parlato) perchè i pregi e i difetti si diluiscono molto.

Il carattere delle femmine, come spiega anche Pageat, dipende molto dalla mamma: una mamma ansiosa, agitata, diffidente, tenderà a trasmettere questo con facilità alle figlie femmine.

Il comportamento degli adulti può senz'altro influenzare quello dei piccoli, infatti la mimesi o imitazione è uno dei modi per apprendere.
Quindi se ho un soggetto tranquillo che mi si avvicina, anche i cuccioli tendono a seguirlo, se viceversa ho un soggetto che si agita, non sta fermo e magari si intromette ogni volta che i cuccioli si avvicinano, questi tenderanno a restare più lontani (sempre con le dovute eccezioni ovviamente, ma ancora una volta entrano in gioco le doti caratteriali del soggetto singolo e non della media).

Tra queste, una dote che in natura non ha molto senso, è la Tempra. Capacità di sopportare e superare stimoli negativi senza riportarne conseguenze che ne modifichino il carattere in modo evidente e permanente.
E' chiaro che se parliamo di cane da lavoro in UD, la tempra diviene in estrema sintesi, la capacità di sopportare l'attacco del figurante senza darsela a "gambe" (cosa che ho visto fare anche a cani in IPO3).
Quindi un cane che teme l'uomo ha poca possibilità di eccellere.

Ma se parliamo di un levriere tutto questo non ha senso. Per i lupi ancora meno: essi girano alla larga dall'uomo ma lottano con un alce per la sopravvivenza per esempio.

Ti ringrazio per aver posto il quesito e spero in altri contributi ovviamente.
dal momento che l'argomento è molto interessante.

Arnaldo
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Old 02-04-2004, 15:53   #3
Tristan01
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L’analisi esposta da Arnaldo mi sembra più che autorevole in merito al quesito esposto da Alessandra (forse un po’confusionario ma il concetto si capisce).

Dove non sono molto d’accordo e sul discorso della percentuale tra genetica e ambiente poiché da collaborazioni intercorse e cucciolate nate a casa mia porterei la percentuale al 50% cmq anche per me qualche punto di % in + o in – non fa la differenza.

Condivido il discorso sull’accoppiamento della scelta dei due soggetti, da più parti (professionisti) l’accoppiamento per compensazione non da i risultati sperati perché entra sempre in gioco una legge detta “legge di Mendel” che smonta quasi tutti i castelli di sabbia di diversi neofiti allevatorini e quindi ad oggi chi fa da padrone nell’accoppiamento sono le lingue di sangue. Parlando a titolo personale con consanguineità da 2° a 4° generazione non li scarterei a priori ma ripeto non affermo nulla di definitivo mi riferisco ad esempi di altre razza al momento più blasonate
.
Per una grossa % il discorso della “Tempra” dei clc e da paragonarsi a quello del lupo come l’esempio fatto da Arnaldo sulla sopravvivenza, ma sempre a mio parere ci dobbiamo scordare del lupo e lasciare il suo fascino alle foreste di appartenenza e indirizzare i clc in comportamenti adatti alla società e alla quotidianità al più vicino al cane domestico. Poichè ebbene che noi tutti consideriamo che attualmente il binomio formato e un cane(clc) difficile da gestire per i neofiti e viceversa proprietari senza alcuna esperienza o addirittura come primo cane solo perché oggi il clc e un cane di “moda”…attenzione gli unici responsabili saremo noi non madre natura.
Per questo motivo spingo sul rafforzare tempra ,predatorio e possessività elementi di estrema necessità per una corretta e sana selezione di qualsiasi razza canina …certo con le dovute precauzzioni e soprattutto con professionisti seri.

Luca Campisi
Tristan01 jest offline   Reply With Quote
Old 02-04-2004, 20:12   #4
wanilagu
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Proprio oggi ho seguito lo scambio di mail di due allevatrici(di altre razze, ma penso si possa generalizzare) che analizzavano i diversi comportamenti che le loro fattrici hanno con i cuccioli e il conseguente carattere di questi, una volta divenuti adulti, in relazione all'ambiente in cui vivono.
Da quanto ho potuto sintetizzare dai loro ragionamenti, le madri più premurose e presenti sono quelle che hanno generato prole più tranquilla ed equilibrata, che anche vivendo in contesti urbani, quindi caotici, chiassosi e pieni di "imprevisti" (dal punto di vista del cane, ovviamente), non hanno avuto alcun problema di diffidenza, timidezza o aggressività. Le cagne più disinteressate o che hanno giocato poco con i cuccioli, lasciando che la definizione delle schermaglie gerarchiche avvenisse senza il loro intervento, hanno fatto sì che i piccoli divenissero maggiormente aggressivi (tendenzialmente) o timidi o paurosi. Evidentemente il carattere del cane è dovuto alla MR di cui parla Arnaldo influenzata dall'atteggiamento, o imprinting, dato dalla madre. Mi pare ovvio che se la cagna è aggressiva o timida, influenzerà grandemente l'atteggiamento dei suoi piccoli, così come se è equilibrata e tranquilla, proprio perchè è il primo esempio che il cucciolo ha di come comportarsi nella vita sociale, sia essa di branco canino o di branco familiare umano. Poi l'ambiente in cui vivono, il contesto in cui vengono a trovarsi, l'educazione/addestramento che ricevono, fanno il resto.
Bello l'argomento! Approfondiamo!
Rossella e Wani
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Old 02-04-2004, 21:52   #5
wolflinx
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A parte che è un piacere leggere , questo tipo di mail.......vorrei chiedere quanto possa incidere sul carattere, quindi timidezza, l'isolamento del cucciolo ed età del cucciolo all'acquisto e se sia possibile all'occhio esperto distinguere un esemplare timoroso per fattori ambientali , genetici o entrabi .

Grazie
__________________
Talità Kum.
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Old 02-04-2004, 22:35   #6
paolovet
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vabbè se non si fa in tempo a fare domande interessanti per avere risposte più che esaustive ,ditelo!!!!!!!!!!!

trovo le risposte ottime e complete.......

per quanto concerne la giusta età per adottare i cuccioli credo che Arnaldo poco tempo fa abbia già trattato l'argomento, comunque è indispensabile lasciare il cucciolo almeno 2 mesi con la madre proprio perchè possa trasmettere loro le caratteristiche di cui sopra, essenziali a un più corretto sviluppo.
(Sinteticamente) un occhio esperto, per razza e cinofilia in genere, può rendersi conto precocemente del "carattere" e della "tempra" del cucciolo, anche se il solo modo per intuire l'origine del "carattre" è osservare l'intera cuciolata nel suo ambiente coi genitori, al fine di cogliere aspetti comuni a tutti i cuccioli (quindi + genetici) rispetto a atteggiamenti del singolo, pur non scordando che le esperienze del singolo vanno valutate in funzione anche della sua posizione sociale nel gruppo.
Inoltre come diceva Luca è fondamentale non scordarsi queste caratteristiche tanto più neiClc, non certo facili (a mio avviso soprattutto per tempra).

salot Paolo
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